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La Didattica Ai Tempi Del Coronavirus - Pensieri E Preoccupazioni Di Professori E Studenti

La Didattica Ai Tempi Del Coronavirus: Professori E Studenti A Confronto

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76Tempo di lettura Stimato: 4 Minuti

La Didattica Ai Tempi Del Coronavirus

Professori E Studenti A Confronto

Marzo è stato da sempre un mese pazzo, ma non avremmo mai pensato che lo fosse a tal punto. L’emergenza del coronavirus ha falciato qualsiasi manifestazione di aggregazione sociale, prima vittima tra tutti la scuola, in quanto nucleo di partenza della società. Mai come in queste ore è tangibile il segno caratteristico dell’uomo, la socialità, che viene bruscamente interrotta da giorni festivi interminabili, come se ci fosse stato imposto un mese di sole domeniche.

Ai fini didattici ed educativi, questa pausa forzata può costituire un toccasana per le vite frenetiche che ormai i giovani sono costretti ad affrontare, spesso loro malgrado, ma d’altro canto c’è la percezione di una rilassatezza che non giova alla conoscenza. I ragazzi, senza il ritmo pressante delle interrogazioni e dei compiti, sembrano immersi nella nebbia incerta della didattica a distanza, vagano spaesati.

Anche noi professori, tuttavia, non siamo esclusi da questo disorientamento. Non abbiamo mai conosciuto una scuola così eterea, così astratta come quella di questo momento. Tutto ciò ci spinge ad una riflessione importante: la scuola e soprattutto le ore di lezione in classe non sono semplicemente templi dove venerare la dea cultura, ma anche luoghi che necessitano la presenza fisica di studenti e professori. Le regole imposte dal contesto scolastico adesso svaniscono, per prendere il posto di quelle casalinghe, più protettive e sicuramente meno restrittive.

Questo tipo di meccanismo dà vita ad una seconda riflessione: scuola e casa non possono e non devono sovrapporsi, proprio perché l’alunno deve sentirsi costantemente pronto allo sforzo didattico che noi professori poniamo.

“Sempre meglio di niente” diranno alcuni. Ed è tristemente vero. I programmi devono essere portati avanti, i voti devono essere consegnati per tempo, e lo strumento della didattica online, a distanza, sembra essere l’unico valido per poter assolvere a tutti questi compiti stringenti.

L’esortazione che faccio ai miei studenti e a me stessa in quanto docente è quello di continuare a fare il nostro dovere, in tempi come questi non è mai scontato.

Martina Benadusi, professoressa

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Ciao, mi chiamo Valentina, ho diciott’anni, frequento il liceo linguistico e a breve dovrò fare i conti con la maturità:

Con lei non ho mai avuto un bel rapporto: la vivo come quella ragazza fastidiosa della classe con la quale sei in competizione. I professori la nominano spesso durante le loro lezioni, insomma quella che temi durante tutto il tuo percorso scolastico.

Tra poco l’affronterò finalmente, ma posso dire che non ho più paura, perché io avrò la meglio, tra noi due da qualche tempo c’è un terzo, protagonista indiscusso di questo periodo, il Coronavirus.

 La scuola è chiusa, le lezioni si svolgono online, della maturità non ne sento più parlare da un po’, mi sento ferma al punto di partenza, affrontarla avrebbe segnato simbolicamente il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, grazie a lei sentivo crescere in me la competizione, la voglia di dare il massimo per raggiungere il mio obiettivo.

“La maturità deve essere snellita” dice il ministro dell’Istruzione e insieme a lei, anche le mie emozioni, la mia motivazione, la mia voglia di fare.

Quello che davvero mi spaventa è il futuro, sarò preparata per le prove che verranno?

Avrò la “maturità” giusta per cercare concrete soluzioni?

Valentina Cenatiempo

 

 

 

 

Ciao,sono Livia, ho diciotto anni e frequento il liceo classico:

Ormai mancano poco meno di 100 giorni all’esame di stato, tutti noi sappiamo che non sarà la prova che noi maturandi avremmo dovuto sostenere per coronare il termine dei cinque anni di studio, che ci hanno impegnati all’interno di licei o istituti tecnici determinanti per la nostra formazione.

Il motivo di questo stravolgimento è il Covid-19, un virus che ha cambiato totalmente le vite non solo di tutta Italia, ma dell’intero globo. A mio avviso questa è una situazione estremamente grave anche dal punto di vista didattico nutro, come quasi tutti i miei coetanei, paure e incertezze inerenti non solo alle prove della maturità, ma anche dell’università.

Tra i motivi principali che mi portano ad avere timore, è sicuramente la perdita di giorni scolastici che mi avrebbero dato l’opportunità di affrontare questa importante prova con maggiore sicurezza, sebbene tutti i miei professori stiano adottando qualsiasi metodo affinché nulla del programma venga tralasciato o assimilato in modo superficiale da noi alunni.

Ritengo che sia pur sempre complicato per me approfondire nel modo corretto una quantità ingente di argomenti senza le relative spiegazioni dei docenti, i quali rappresentano un notevole supporto non solo nell’ambito della didattica ma anche per quanto ne concerne i test di ingresso che la maggior parte delle università prevedono, fornendoci non solo materiale di supporto ma anche preziosi consigli.

Nonostante ciò, penso che proprio da questi momenti ci sia anche tanto da imparare non solo dal punto di vista scolastico, ma anche nell’apprezzare ciò che abbiamo e ad affrontare le difficoltà dimostrando realmente la nostra maturità e responsabilità.

Livia Serra

 

A Cura Di Alessandra Acone

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