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Gomorra: il gioco dei troni di Napoli - Associazione Culturale Casoria - Alza La Voce

Gomorra: il gioco dei troni di Napoli

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5Tempo di lettura Stimato: 2 Minuti

Giunge a conclusione la quarta stagione di Gomorra la serie: meno d’impatto rispetto alle precendenti, ma sconvolgente come da copione.

La morte. Fredda, glaciale e implacabile, che a quanto pare non risparmia nessuno, divenuta ormai l’unica costante di rilievo in questo prodotto d’intrattenimento: chi morirà nel prossimo episodio? Molti hanno identificato questo modus operandi, tipico delle grandi produzioni televisive come Il Trono di Spade, in questo eccezionale prodotto tutto italiano. Una delle opere seriali più preziose e rivoluzionare che il nostro Paese abbia mai prodotto. Perché in Gomorra la morte non è un becero modo per intrattenere lo spettatore, ma sembra essere l’unico sbocco possibile per chi, come gli anti-eroi creati da Roberto Saviano, persegue la strada del Male. La quarta stagione di Gomorra, per certi versi più sottotono rispetto alle uscite precendenti, ma pur sempre rispettosa dei crismi che hanno reso grande la serie originale di Sky, è giunta a termine con l’ennesimo finale sconvolgente. Un epilogo crudo, terribile e infame.

ATTENZIONE: L’articolo contiene spoiler.

[Se non hai visto la quarta stagione, ancora devi finirla o vorresti (cosa che ti consiglio, iniziarla) non procedere nella lettura.]

Gomorra 4 è la stagione degli intrighi e dei tradimenti, come dimostra l’incredibile percorso compiuto da Patrizia, personaggio sempre più profondo e (forse) il più evoluto di tutti. La nipote di Malammore ha compiuto un cammino stratosferico, merito degli sceneggiatori e dell’immenso talento interpretativo dell’attrice Cristina dell’Anna: ritrovatasi Boss di Secondigliano.

Ma “la verità è che per quelli come noi i sogni non esistono” : è la frase lapidaria che Gennaro Savastano (Salvatore Esposito) pronuncia nell’episodio finale, una consapevolezza fredda e crudele che vale per se stesso e per gli altri personaggi coinvolti nella spirale di malavita che ruota attorno all’hinterland campano. Se i primi episodi ci avevano mostrato il giovane Savastano, ormai padre di famiglia, nel tentativo di condurre una vita onesta, col tempo si è reso conto del contrario. In questa stagione convergono molti dei temi e dei “valori”  tipici della camorra contemporanea: dalla terra dei fuochi agli illeciti finanziari, fino ad arrivare alle più classiche faide tra clan criminali e ai continui giochi di potere volti a scavalcare il boss di turno. Perché è questo che racconta Gomorra, da molti anni a questa parte: mostri, non uomini, che si dimenano con ferocia in un abisso sempre più oscuro, da cui è impossibile fuggire.

Perché la Camorra è implacabile e non redime, mai.

Alessandra Acone

 

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